La vulvodinia colpisce il 12-15% delle donne nel corso della loro vita: si tratta quindi di un disturbo diffuso, che ogni medico di famiglia, ogni ginecologo può osservare nella propria pratica clinica quotidiana.

La vulvodinia, pur essendo una patologia frequente, può rimanere non diagnosticata e non curata per anni. Questa forma di dolore è trascurata dalla maggior parte dei medici perché viene percepita come difficile da affrontare, oppure come “psicogena”, e quindi di competenza dello psicologo.  Va invece affermato con chiarezza che questa è una lettura obsoleta della patologia: la vulvodinia è un disturbo con solidissime basi biologiche che ricadono nell’ambito della competenza medica. Infine, come ogni tipo di dolore, la vulvodinia può essere multifattoriale e la diagnosi richiede un ascolto attento dei sintomi riportati dalla donna, un’analisi accurata dei segni clinici che essa presenta, una conoscenza approfondita dei meccanismi fisiopatologici della malattia, e una particolare attenzione alle frequenti comorbilità – mediche e sessuali – a cui il dolore vulvare si può associare.

LA NOSTRA STORIA

L’Associazione Italiana Vulvodinia – AIV Onlus nasce nel 2006 grazie all’esperienza di alcuni medici e operatori sanitari, e alla determinazione di un gruppo di donne – pazienti e non – che hanno scelto di impegnarsi per aiutare altre donne ad arrivare a una diagnosi corretta e a una cura adeguata.

Lo scopo dell’Associazione è quello di aiutare le donne e i propri partner a condividere il peso della vulvodinia per superarne i disagi.

AIV Onlus lavora per:

  • far conoscere la patologia;
  • aiutare i medici a individuarla e curarla;
  • dare strumenti utili alle donne che ne soffrono, per parlare, confrontarsi e superare le difficoltà;
  • studiarla con metodo, valutandone la diffusione e sperimentando terapie efficaci.

Fin dalla sua nascita l’Associazione ha scelto di dotarsi di un Comitato Scientifico. Questo è un tratto distintivo che sottolinea la presenza di personale medico e sanitario che si dedica costantemente anche alla ricerca.


Nata nel 2020, in collaborazione con un gruppo di volontari professionisti di diversi settori che hanno preso a cuore la nostra causa e con donne facenti parte di un gruppo Facebook di supporto alla vulvodinia, la campagna di sensibilizzazione che cerca di descrivere la patologia dal punto di vista di chi ne soffre.

Perché?

Perché UNA donna su SETTE ha la vulvodinia

Perché la vulvodinia è ricevere una diagnosi dopo anni.
Perché la vulvodinia è sentirsi dare dell’ipocondriaca.
Perché la vulvodinia è soffrire per l’assenza di specialisti formati sulla patologia nel proprio territorio.
Perché la vulvodinia è non potersi permettere le cure.

Questa campagna nasce per aiutarle affinché la vulvodinia sia riconosciuta e sia garantito a tutte il diritto alla cura.


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