"Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia."
Italo Svevo
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Vulvodinia > Terapie

Il trattamento della vulvodinia deve essere olistico e prendere in considerazione non solo l’area primaria del dolore, ma anche il suo impatto globale sulla qualità di vita, sulla funzione sessuale e sulla relazione di coppia. Occorre definire le priorità della terapia e coinvolgere, se necessario, un team specializzato nella cura del dolore e ogni altro professionista della salute che possa contribuire a una terapia efficace. L’approccio multidisciplinare è indispensabile se sono presenti comorbilità, specie se sono coinvolte localizzazioni extra-ginecologiche, e/o se sono presenti fattori predisponenti alle comorbilità: questi casi possono richiedere l’intervento, del gastroenterologo, del neurologo, dello psichiatra, dell’urologo, del fisioterapista, dello psicoterapeuta e/o dello psicologo clinico.

È necessario chiedere alla paziente quali altre terapie abbia eventualmente seguito in passato e con quali risultati.

La strategia terapeutica messa in atto contro la vulvodinia e il dolore cronico dovrebbe essere dunque multimodale e multidisciplinare. Un intervento multimodale consiste nell’uso di più terapie, in modo coordinato. Un intervento multidisciplinare prevede la partecipazione di più discipline mediche. La letteratura è concorde nell’affermare che i programmi di cura multidisciplinari sono più efficaci di quelli convenzionali nel ridurre l’intensità del dolore riferito dalla paziente.

Gli obiettivi della terapia sono:

Questi obiettivi si raggiungono affrontando i seguenti fattori:

  1. Riduzione dei fattori scatenanti (trigger) e degli stimoli irritativi:

    • Indossare biancheria in cotone non colorato
    • Indossare pantaloni comodi o gonne, evitare i collant
    • Usare solo detergenti intimi approvati dermatologicamente e ginecologicamente
    • Non usare bagno schiuma, prodotti per igiene femminile, creme e saponi profumati
    • Urinare prima che la vescica sia completamente piena
    • Prevenire la stipsi assumendo fibre (se non vi è comorbilità con sindrome del colon irritabile) oppure preferire lassativi tipo macrogol e bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno
    • In caso di vaginiti recidivanti da candida, ridurre o eliminare i lieviti naturali e artificiali, gli zuccheri semplici (glucosio)
    • In caso di intolleranza al glutine (celiachia), data la comorbilità tra stati infiammatori del colon e vaginiti recidivanti, effettuare dieta adeguata eliminando il glutine
    • In caso di intolleranza al lattosio ridurre o eliminare i latticini, e provvedere ad adeguata introduzione di calcio (1000 mg al dì)
    • Usare solo assorbenti e tamponi di cotone al 100%
    • Evitare le attività fisiche che possano esercitare una pressione diretta sulla vulva, come andare in bicicletta o a cavallo.

  2. Blocco della nocicezione periferica

  3. Inibizione centrale

  4. Trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico associate

  5. Trattamento delle complicanze psicosessuali della sindrome dolorosa.

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