"Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia."
Italo Svevo
Z\
IL DOPO CONFERENZA DI ROMA

Abbiamo pensato di fare cosa gradita, indicando per i relatori del convegno di Roma alcune note sul loro rapporto con la vulvodinia, per approfondire la loro conoscenza e renderli più vicini all’esperienza che le donne vivono. Buona lettura!

Concludiamo con la dott.ssa Beatrice Armocida, unica psicologa presente al convegno..



D. Quando e come ha “incontrato” la vulvodinia nella sua vita professionale?
R. L’incontro con la vulvodinia è avvenuto per una casualità personale poiché ne ho sofferto in prima persona, e quindi ho scelto di aiutare le altre donne che, in tutta Italia, affrontano la stessa patologia. Ho approfondito a livello professionale l’aspetto psicologico legato alla vulvodinia: inizialmente ho anche gestito un sito con relativo forum che permetteva alle donne uno sfogo e un confronto sulla patologia, ma parallelamente ho iniziato, e oggi continuo, a occuparmi di vulvodinia, sia in merito alla terapia che al sostegno psicologico.

D. Cosa l’ha colpita di più di questa patologia e dei disagi che procura?
R. Quello che inizialmente più mi ha colpito della vulvodinia è la mancanza di informazione da parte dei medici, la disperazione delle donne che non possono dare un nome alla loro sofferenza e, ovviamente, non possono intraprendere una cura adeguata, e infine, il calvario che le aspetta col passare del tempo. Una volta accertata la patologia con una corretta diagnosi e impostata una terapia adeguata, il disagio, che ormai è parte integrante della vita della donna, sembra scemare grazie alla speranza di guarigione, però resistono le problematiche relative alla sessualità, alla vita di coppia e a comportamenti quotidiani centrati sulla patologia.

D. Cosa rappresenta per la comunità medica il convegno del 21 maggio?
R. Sicuramente è stato un passo rilevante verso la consapevolezza a livello nazionale di quanto questa patologia sia diffusa e di quanto ancora sia necessario investire risorse e impegno scientifico per formare un numero maggiore di professionisti in grado di diagnosticare e curare la vulvodinia in base a protocolli riconosciuti scientificamente. Spero che questo convegno abbia smosso qualcosa a livello istituzionale e che abbia dato più di uno spunto alla comunità medica sull’importanza di ogni aspetto di questa patologia, dalla diagnosi alla cura multifattoriale.

D. Cosa crede che rappresenti per le pazienti?
R. Per le pazienti rappresenta insieme un punto d’arrivo - in quanto sono riuscite a informare e sensibilizzare le istituzioni sui disagi di una patologia così complessa - e di partenza per creare e intensificare una rete di informazione e formazione ad ampio raggio, con la possibilità inoltre di sviluppare progetti di ricerca scientifica. Per le pazienti credo che il 21 maggio abbia rappresentato la realizzazione di un sogno poiché il loro grido di speranza finalmente è stata ascoltato e preso in considerazione dalle Istituzioni competenti.


Disclaimer | Note tecniche | Note legali | Privacy policy | Credits
Ottobre 2017
L M M G V S D
            01
02 03 04 05 06 07 08
09 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
«
»

Italia Valdaosta Piemonte Liguria Sardegna Lombardia Trentino Veneto Friuli Emilia Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Puglia Campagna Basilicata Calabria Sicilia Cerca il centro specializzato più vicino a te

PASSAPAROL-AIV