"Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia."
Italo Svevo
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IL DOPO CONFERENZA DI ROMA

Abbiamo pensato di fare cosa gradita, indicando per i relatori del convegno di Roma alcune note sul loro rapporto con la vulvodinia, per approfondire la loro conoscenza e renderli più vicini all’esperienza che le donne vivono. Buona lettura!

Proseguiamo con la dott.ssa Stefania Taraborrelli.



D. Quando e come ha “incontrato” la vulvodinia nella sua vita professionale?
R. Ho scoperto la vulvodinia ascoltando il dott. Murina diversi anni fa ad un convegno, dopo il quale ho iniziato a studiare e ad approfondire il tema con assiduità.

D. Cosa l’ha colpita di più di questa patologia e dei disagi che procura?
R. Sicuramente mi ha colpita la fragilità delle donne che ne soffrono: spesso girano anni prima di riuscire a incontrare specialisti esperti del settore.

D. Cosa rappresenta per la comunità medica il convegno del 21 maggio?
R. Al convegno del 21 maggio hanno partecipato gli specialisti più attivi e aggiornati in Italia nell'ambito della vulvodinia e sicuramente, oltre al confronto culturale, è stato un modo per cercare di sensibilizzare il mondo scientifico su una patologia così presente e spesso non riconosciuta a discapito della salute delle donne.

D. Cosa crede che rappresenti per le pazienti?
R. Le pazienti hanno potuto capire finalmente di essere ascoltate e, soprattutto, hanno colto le possibilità per essere adeguatamente curate.


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