L’igiene intima riguarda non solo la pulizia, ma anche il benessere e l’identità della donna, la sua sessualità e la vita di coppia, quindi è una componente importante delle abitudini quotidiane.

Spesso dalle donne italiane viene considerata allo stesso livello dell’igiene orale: una cura appropriata ha valore preventivo di molti disturbi e conserva una certa longevità dell’area.

Intanto una prima precisazione: molte donne pensano che con l’igiene intima si lavi la vagina, ma in realtà si lava la vulva che corrisponde ai genitali femminili esterni, mentre la vagina è la parte più interna, separata dalla vulva tramite l’imene.

La vulva è un organo, quindi una parte complessa del corpo e per questo ha molte componenti e fra queste la cute, uno strato lipidico, acqua e il microbiota, ovvero l’insieme degli organismi che vivono in un ambiente e che sono residenti e occasionali. Tutto questo crea un ph che è di norma compreso tra 3.8 e 4.2, esattamente come è bene che sia il detergente intimo utilizzato.

Grazie a questa complessità e alla necessità di tenere l’area in condizioni ottimali, cioè senza alterarne il ph naturale né l’idratazione, non è consigliato l’uso di polveri che asciugano molto, ma nemmeno una depilazione totale che può irritare i bulbi piliferi e rendere più vulnerabile la zona.

Si usa un prodotto per l’igiene intima per:

  • Sentirsi fresche, ma questo può essere fuorviante perché mentolo ed eucaliptolo creano secchezza, a dispetto della sensazione iniziale;
  • Rimuovere secrezioni che, però, sono naturali e quindi non devono essere annullate e nemmeno coperte da profumi che possono creare irritazioni e allergie;
  • Detergere con una certa delicatezza, senza eccesso di schiuma;
  • Preservare un ambiente complesso;
  • Supportare eventuali terapie in atto, soprattutto in caso di patologie che riguardano l’area genitale.

Per questi motivi non è utile usare solo acqua – che non deterge – né acqua con bicarbonato che modifica il ph naturale.

Il ginecologo fornisce di solito consigli sull’igiene intima quando assegna una terapia e si attiene ai seguenti criteri: sicurezza, efficacia e protezione.

Alcune proprietà del Thymus vulgaris, e in particolare il timolo e il carvacrolo, sono particolarmente utili come base di prodotti che hanno caratteristiche molto interessanti. Le proprietà del timolo sono utilizzate fin dal 1974 e sono state approfondite dal 1985 a oggi in ben 774 ricerche scientifiche pubblicate.

In particolare spicca perché, pur nel rispetto dell’organo e della sua barriera vulvovaginale, ha un’azione antibatterica (senza uso di antibiotici che creano resistenze) e antimicotica (molto utile contro la candida di cui evita il radicamento), cui si somma una componente antiossidante. Inoltre, riduce secchezza e infiammazioni nelle donne in fase di puerperio e riduce l’aggressività dell’escherichia coli, responsabile delle cistiti soprattutto in menopausa.

Riassumendo, la scelta di prodotti per l’igiene intima deve essere fatta tenendo conto dell’età e della fase di vita della donna. In generale non bisogna usare prodotti troppo schiumosi, profumati, abrasivi e con componenti allergizzanti. L’igiene intima è bene diventi una pratica quotidiana, ma non deve essere eccessiva e soprattutto per ogni consiglio è meglio rivolgersi al ginecologo che conosce le caratteristiche della vulva meglio del farmacista e può fornire indicazioni personalizzate.

Per 94% delle donne l’igiene intima è una priorità, più della cura dei capelli

Igiene intima: cosa sapere per stare bene